Dalla città di Pordenone allo storico Castello di Caneva, passando attraverso cittadine come Sacile e
costeggiando le acque del Cellina, del Gorgazzo e della piana di Palù di Livenza. Non saranno solo le
atlete in gara le protagoniste del Campionato Italiano donne elite/U23 di domenica 28 giugno, ma
anche le bellezze del territorio pordenonese lungo i 120 km che decideranno chi vestirà la maglia
tricolore. Un evento organizzato da Libertas Ceresetto per il quale la società organizzatrice ringrazia
vivamente la Federazione Ciclistica Italiana per il sostegno e l’aiuto, che porterà sulle strade friulane
le migliori professioniste del panorama nazionale.
Un Campionato Italiano reso possibile anche dal supporto del Comune di Pordenone, sempre attento
all’utilizzo dello sport come strumento di promozione del territorio.
IL LUOGHI DEL CAMPIONATO ITALIANO DONNE ELITE/U23 2026: PORDENONE
Pordenone, sede di partenza e arrivo della corsa, è stata designata Capitale Italiana della Cultura
2027. La città è attraversata dal Fiume Noncello, l’antico asse commerciale da cui trae origine. È una
città in cui convivono la storia e una vivace progettualità contemporanea. Prestigiosi eventi culturali
come Pordenonelegge e le Giornate del Cinema Muto hanno luogo tra le attrazioni del capoluogo:
Corso Vittorio Emanuele II, l’elegante centro storico con i suoi palazzi affrescati e i portici, oltre al
Duomo di San Marco. Saranno proprio questi gli scenari in cui si terrà l’iniziativa Teatro Urbano 2027,
parte del programma di Capitale Italiana della Cultura, che trasforma gli spazi pubblici in luoghi di
spettacolo, con numerosi progetti diffusi dedicati alle arti performative.
SACILE
Un altro importante centro abitato che verrà coinvolto sarà Sacile. Nota come “Il Giardino della
Serenissima” per il suo stretto legame storico e paesaggistico con la Repubblica di Venezia, a Sacile
si apprezza l’equilibrio armonioso tra acqua, architettura e natura. Il centro storico si sviluppa infatti
su due isolotti del fiume Livenza, tratto che rende la città quasi una piccola “Venezia del Friuli”, con i
suoi ponti e canali. Larga parte del patrimonio architettonico della città, tra cui Piazza del Popolo e
diversi edifici nobiliari lungo il Livenza, trae origine proprio dal passato veneziano di Sacile. Un’eredità
che sopravvive anche oggi, in questo luogo in cui l’acqua è un elemento centrale.
IL CELLINA
L’acqua sarà una presenza ricorrente lungo il percorso. Nel pordenonese scorre infatti il Cellina, che
sorge tra le montagne delle Dolomiti Friulane. In pianura, il fiume ha nei secoli depositato materiale
ghiaioso e ciottoli dando origine ai Magredi del Cellina. Tale ambiente, all’apparenza ostile alla vita,
ospita in realtà una ricca biodiversità composta da specie vegetali e animali, tra cui uccelli nidificanti,
insetti e piccoli mammiferi. In questa che viene definita come una “steppa friulana”, le bellezze
naturali sono valorizzate da un importante patrimonio culturale e identitario del territorio. Sentieri,
percorsi ciclabili e aree naturalistiche consentono di esplorare questo ecosistema in modo
sostenibile, preservando un paesaggio unico nel suo genere.
IL GORGAZZO E IL PALU’ DI LIVENZA
Seppure in forma diversa, l’acqua è anche protagonista del Gorgazzo e di Palù di Livenza. La Sorgente
del Gorgazzo, situata ai piedi del poco distante massiccio del Cansiglio, è una delle risorgive carsiche
più spettacolari d’Italia. Acque limpide, con riflessi turchesi e smeraldo, emergono da una cavità
molto affascinante per speleologi e subacquei. Poco distante, tra Caneva e Polcenigo, si estende
anche il Palù di Livenza, una vasta area umida modellata dall’acqua. Caratterizzata da prati umidi,
canneti, boschi ripariali e zone torbose, quest’antica zona palustre ospita una ricca biodiversità di
flora e fauna. Qui si trova inoltre uno dei più importanti siti palafitticoli dell’arco alpino, abitato già nel
Neolitico e inserito dal 2011 nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dei siti palafitticoli
preistorici.
IL CASTELLO DI CANEVA
Infine, ultimo ma sicuramente non per importanza, c’è il Castello di Caneva. Per ben tre volte le atlete
passeranno vicino a questo forte medievale arroccato su uno sperone roccioso. Situato in una
posizione che domina la pianura in questa terra di confine tra Friuli e Veneto, è stato per molti secoli
una fortificazione dal forte valore strategico. Secondo gli studiosi, potrebbe essere sorto nei pressi di
una precedente torre di avvistamento romana e già nell’XI secolo era una delle principali fortificazioni
del Patriarcato di Aquileia. In virtù di questa sua collocazione strategica, fu a lungo conteso tra
signorie friulane, trevigiane e padovane, diventando teatro di assedi e battaglie. Oggi, oltre ai ricordi
degli antichi conflitti, restano le mura, alcune torri e i resti del borgo fortificato, ormai avvolti dalla
vegetazione. Chi visita il castello può anche – e soprattutto – godere della splendida vista, che spazia
dai Magredi al corso del Livenza con, alle proprie spalle, gli imponenti rilievi del Cansiglio. Ancora oggi
il castello è un importante punto di riferimento culturale per la comunità locale. Durante l’estate le sue
rovine si animano con rievocazioni storiche e manifestazioni dedicate al Medioevo, che riportano tra
le antiche mura dame, cavalieri, mercanti e artigiani, offrendo ai visitatori l’occasione di rivivere
l’atmosfera di un passato lontano.
Tra la natura incontaminata, le mura medievali e le bellezze del patrimonio architettonico, le strade del
pordenonese si preparano a diventare il palcoscenico ideale per un evento che unisce lo sport d’élite
alla valorizzazione di un territorio unico.






